Amore e vita di coppia

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Berne si è occupato poco del concetto di amore perché per lui non è oggetto di indagine dei sistemi terapeutici, egli si è occupato a fondo di sviluppare nelle persone l’intimità che è alla base di una sana vita affettiva e sessuale.
Inoltre Berne ha descritto il lavoro terapeutico (egli svolse counselling di gruppo costituiti da coppie) con le coppie come una delle sue esperienze umane più intense.

Autonomia

Per comprendere la concezione berniana dell’amore bisogna definire cos’è l’autonomia; se non c’è autonomia non può esserci una relazione libera da condizionamenti arcaici e soprattutto da dinamiche relazionali disfunzionali.
Berne sostiene che l’ideale di sanità è rappresentato dall’autonomia. L’autonomia si fonda sulla capacità di essere consapevoli, spontanei ed intimi.
“Consapevolezza significa capacità di vedere una caffettiera e di sentire cantare gli uccelli a modo nostro e non come ci è stato insegnato….Il ragazzino gode a veder gli uccellini ed a sentirli cantare. Poi arriva il “buon papà” che è convinto di essere tenuto a “partecipare” a quella esperienza e ad aiutare lo “sviluppo” di suo figlio. Gli spiega “Quella è una ghiandaia e quello è un passero”. Dal momento in cui il bambino si preoccupa di distinguere la ghiandaia dal passero, non è più capace di vedere gli uccelli e di sentirli cantare…Definiamo perciò consapevolezza il recupero di questa capacità. Fisiologicamente “consapevolezza” è percezione eidetica, alleata di immaginazione eidetica…La consapevolezza esige che si viva presenti quanto al luogo e al momento, e non altrove, nel passato o nel futuro…La persona consapevole è viva perché sa che cosa prova, sa dove si trova e quale momento vive.”
“Spontaneità significa scelta, libertà di selezionare ed esprimere uno dei sentimenti disponibili (da Genitore, da Adulto e da Bambino). Significa liberazione, liberazione dalla coazione dei giochi e dal dominio dei sentimenti che ci sono stati inculcati.”
Per intimità egli intende: “..una franca relazione Bambino-Bambino aliena dai giochi e dallo sfruttamento reciproco. Viene stabilità dagli stati dell’io adulto delle parti interessate, in modo che essi capiscano molto bene i mutui contratti e impegni, a volte senza che sia detta una parola su questa questione. Man mano che l’accordo si delinea sempre più nettamente, l’Adulto si ritira gradualmente dalla scena, e se il Genitore non interferisce il Bambino diventa sempre più emancipato e libero. Le autentiche transazioni intime avvengono tra i due stati dell’io bambino. L’Adulto, però, rimane sempre presente come soprintendente, per controllare il rispetto degli impegni e delle limitazioni. Inoltre l’Adulto ha il compito d’impedire al genitore d’intromettersi e di guastare la situazione. …è preferibile che il Genitore dia il suo benevolo consenso alla continuazione della relazione, o – meglio ancora – che l’incoraggi. L’incoraggiamento parentale aiuta il Bambino a perdere la sua paura dell’intimità, e garantisce che egli non sarà ostacolato dal peso o dalla minaccia del senso di colpa.”
“Intimità significa franca, immediata espressione di sé, senza elementi lusorii, della persona consapevole, liberazione del Bambino eideticamente percettivo, incorrotto, ingenuo, capace di essere presente nel luogo e nel tempo…Poiché l’intimità è essenzialmente una funzione del Bambino naturale…tendenzialmente sarebbe sempre possibile se non fosse disturbata dall’intervento dei giochi. In genere l’adattamento parentale sciupa tutto, e purtroppo l’adattamento è pressoché universale. Ma prima di adattarsi quasi tutti i bambini, se non sono corrotti e finché non lo diventano, sono affettuosi, ed è questa la natura essenziale dell’intimità, come l’esperienza ha dimostrato.”
A proposito della costruzione di una relazione intima Berne ideò un esercizio, che chiamò “the intimacy experiment”, che conduce all’esperienza dell’intimità. L’esperimento consiste nel porre due soggetti, Berne raccomanda che i soggetti siano una coppia (uomo – donna), l’uno di fronte all’altro alla distanza di 20 pollici per un periodo di 20 minuti. L’esperienza che si produce è quella di una trance, simile all’effetto dell’LSD. Berne sostiene che questa deve essere stata l’esperienza del bambino dinanzi alla madre.
L’esperimento dimostra che: “..due persone d’ambo i sessi prese a caso, all’inizio estranee o semplici conoscenti, possono, in adatte condizioni, raggiungere l’intimità in una quindicina di minuti…ogni due persone che veramente si guardano, veramente si vedono, e si parlano direttamente, finiscono sempre …per piacersi.…Il principale ostacolo all’intimità sembra essere un Genitore critico; un altro ostacolo è un Bambino corrotto.”.
L’intimità sembra contenere, per Berne, la consapevolezza e la spontaneità. Inoltre essa si esprime come affetto; lo stesso Berne ci dice che il bambino intimo è affettuoso, e questa è la sostanza dell’intimità.

Amore

Quando Berne affronta il tema dell’amore egli opera la distinzione tra i tre significati secondo l’etimologia greca del termine amore: eros – desiderio,  philos – amicizia e agape – affetto. Berne si sofferma sulla dimensione erotica in quanto si occupa, nel testo citato, di educazione sessuale. Pur operando tale distinzione Berne sostiene che: “L’amore è la relazione più completa e nobile di tutte, e comprende il meglio di tutte le altre: rispetto, ammirazione, accensione, amicizia e intimità, tutte insieme, con in più la sua particolare grazia e il carisma.”
“L’amore è Bambino-Bambino, e si tratta di un Bambino ancora più primitivo di quello intimo, perché il Bambino dell’intimità vede le cose come sono, in tutta la loro primordiale bellezza, mentre il Bambino dell’amore vi aggiunge qualcosa e adorna il giglio di un alone invisibile a tutti fuorché all’amante. Questa è una visione primaria: è così, credo, che il bambino vede la madre…”..

In sintesi per Berne l’eccitazione sessuale connessa all’innamoramento è legata alla percezione che il bambino ha della madre; il riconoscimento di un’immagine primaria. Il bambino guarda la madre come se la vedesse in un sogno, come se fosse la trasfigurazione di una dea, di una fata.
Questa relazione oggettuale; è la base della scelta del partner.

I contratti di coppia

Berne sostiene che una coppia si fonda su tre diversi livelli di contratto.
Contratto formale.
Ha luogo tra due Adulti ed è il contenuto del rito matrimoniale. L’evidenza statistica ci dice che non viene preso sul serio molto spesso.
Contratto di relazione.
E’ un contrato psicologico che non è formulato esplicitamente. Esiste, durante il corteggiamento, la tendenza di una parte a fungere da Genitore mentre l’altra funge da Bambino.
Contratto del copione.
La base sostanziale del matrimonio rimane il contratto segreto tra i due bambini. Ognuno dei due futuri sposi si trova nella posizione di un impresario: l’uomo cerca la “prima-donna” che sappia recitare la parte prevista nel suo copione, e la donna cerca un “primo-attore” per il ruolo che si adatta al suo copione.
Fra i candidati eleggibili, la scelta finale cadrà su colui che ha maggiori probabilità di saper procedere fino alla fine il copione: in definitiva ciò che spinge i partner uno verso l’altro è il presupposto intuitivo che i loro copioni siano complementari.
Freud afferma quanto segue: “Quando ho dovuto prendere una decisione di importanza secondaria, mi sono sempre trovato bene nel considerare tutti i pro e i contro. In questioni di importanza vitale, come la scelta del partner o di una professione, la decisione dovrebbe, invece, venire dall’inconscio…Nelle decisioni importanti della nostra vita dovremmo essere governati…dalle profonde necessità interiori della nostra natura”.

L’evoluzione della coppia

Attualmente attraverso gli studi della teoria sistemico-familiare e psicodinamica è stato osservato che quando parliamo di coppia dobbiamo osservare:
la vita della coppia; la coppia ha una sua evoluzione connessa a passaggi evolutivi con i relativi compiti (fidanzamento, matrimonio, nascita dei figli, separazione dai figli, vecchiaia) che si intersecano con le fasi di evoluzione dei singoli individui;
le fasi della relazione di coppia (illusione, delusione, disillusione);
i livelli della relazione di coppia (affettivo, cognitivo, storico/mitico);
i livelli di funzionamento mentale della coppia: bidimensionale o tridimensionale cioè se esiste uno spazio per poter pensare quindi contenere insieme ciò che accade (tridimensionale) oppure se non c’è spazio per entrambi e la il singolo membro della coppia lotta per avere lo spazio (bidimensionale).
Qui descriverò le fasi della relazione di coppia.
Illusione.
Di solito nella fase di innamoramento i partner proiettano sull’altro delle immagini ideali si sé e/o altre parti di sé con il desiderio di ritrovare una riunione affettiva. La relazione con il proprio innamorato è quella che sanerà nelle nostre ferite e ci restaurerà.

Delusione.
Dopo questa fase ne succede una che riguarda la delusione; il partner non ha soddisfatto le nostre attese e noi ci sentiamo traditi.

Disillusione.
Ci riappropriamo della parti proiettate e stabiliamo un nuovo contratto.

Conclusioni

Per Berne l’amore non è una condizione necessaria per una vita di coppia; egli definisce il matrimonio come una libera unione con l’approvazione genitoriale fra persone felici, la cui relazione e il cui copione sono complementari e in definitiva costruttivi. Berne parla da clinico, il suo obiettivo è sempre la cura delle persone. Su questa base due persone che si dedichino l’una all’altra e al raggiungimento di un livello comune possono arrivare più lontano di Abelardo ed Eloisa.

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