Come funziona la psicoterapia ATP

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LA PSICOTERAPIA ANALITICA TRANSAZIONALE PSICODINAMICA

Premessa
L’approccio relazionale pone l’attenzione al ritrovare, all’interno della relazione terapeuta-paziente,  quelle dinamiche di tipo primitivo-empatico che possono fornirci un accesso ai primi fenomeni di sviluppo infantile quindi all’esordio della nevrosi.
(M. Novellino1, Seminari clinici, 2013)

“Per pochi fortunati esiste qualcosa che trascende ogni classificazione del comportamento, ed è la consapevolezza; qualcosa che si leva al di sopra della rievocazione del passato, ed è la spontaneità; e qualcosa che è più soddisfacente dei giochi, ed è l’intimità. Ma sono tre cose che possono rivelarsi insopportabili o addirittura pericolose per chi non vi è preparato. Forse costoro stanno meglio così come sono, cercando la loro soluzione nelle tecniche popolari di azione sociale, come quello ‘stare insieme’ che è un modo di vivere con gli altri senza arrivare per questo all’intimità. Questo significa forse che se non c’è speranza per l’umanità, c’è almeno speranza per i singoli esseri umani”.
(Eric Berne, A che gioco giochiamo, 1964, p. 213)

Eric Berne ha ampliato la concezione freudiana integrando intrapsichico ed interpersonale. Egli ha anticipato quella che oggi è denominata “la svolta relazionale”, un movimento sorto all’interno della psicoanalisi che ha rivalutato, alla luce delle ricerche di psicologia dello sviluppo, l’importanza della relazione reale nella formazione della psiche e della personalità.
Al fondo la questione è tra natura e cultura, innato ed appreso, intrapsichico e interpersonale. Va chiarito che ereditario non significa immutabile così come ambientale non significa reversibile. Una tendenza ereditaria come l’arteriosclerosi può essere annullata da fattori ambientali così come una influenza ambientale, come un prolungato abbandono, può avere conseguenze psicologiche irreversibili.
Il dualismo cartesiano è ancora a fondamento del nostro modo di pensare ed uno degli uomini che ha tentato di superare questa prospettiva è Gregory Bateson portando avanti il suo progetto di una “ecologia della mente” cioè individuare quelle strutture che spiegano il funzionamento sia del mondo biologico sia  di quello psicologico.
La svolta relazionale in psicoterapia si colloca in questa direzione anche grazie alle ricerche delle neuroscienze che ci dicono delle connessioni tra attivazione delle aree cerebrali e relazione umana.
Assumere una prospettiva relazionale in psicoterapia significa che terapeuta e paziente costruiscono uno spazio relazionale composto da più livelli di comunicazione:
VERBALE: IL CONTENUTO DELLE PAROLE;
NON VERBALE: TUTTI I MOVIMENTI CORPOREI, TONO DI VOCE, TIMBRO, POSTURA, ETC.
RELAZIONI OGGETTUALI: QUALI SCHEMI RELAZIONALI CHE HO IMPARATO NEL MIO PASSATO STO METTENDO IN ATTO NELLA RELAZIONE ATTUALE (TERAPEUTA –PAZIENTE)
INTERPERSONALE: COSA STA ACCADENDO NEL QUI’ E ORA DELLA RELAZIONE CHE NON E’ ATTRIBUIBILE A SCHEMI PASSATI.

Tutti questi livelli sono fuori dal nostro controllo ad eccezione di quello verbale.
Le ricerche di: psicologia sperimentale, etologia, neuroscienze, cognitivismo e psicologia dello sviluppo sono concordi nell’affermare che la maggior parte dei processi psichici, quindi delle decisioni che muovono il nostro agire, avvengono al di sotto del livello della nostra coscienza.
Quindi il cambiamento avviene a quel livello. Ma cos’è che lo produce? Sembra che ciò che lo produce è la relazione umana e determinate regole della relazione. Ciò che sembra importante è il setting, ossia l’insieme di regole relazionali e la relazione terapeuta-paziente.
Quando si chiede ad un paziente cosa è che ha funzionato nella psicoterapia ci sorprende scoprire che le cose che il paziente riferisce sono i momenti in cui c’è stata una relazione reale tra terapeuta e paziente.
Ma affinché accadano questi momenti di contatto denominati da Stern “Now Moment” è necessario costruire uno spazio di lavoro fatto di orari, regole, e disponibilità a stare insieme per un certo periodo di tempo.
Penso che una scoperta scientifica sia il risultato di migliaia di tentativi; di solito lo scienziato dopo aver dedicato tanto tempo ed energie, proprio nel momento in cui è stremato, scoraggiato, ha un insight che lo porta alla scoperta scientifica. La scoperta accade quando accediamo a un livello meta; cioè utilizziamo le informazioni che sono in nostro possesso in maniera nuova; la scoperta spesso non è un’acquisizione di nuove informazioni ma un modo nuovo di mettere insieme informazioni già in nostro possesso.
Bateson sostiene che quando la mente razionale, emisfero sinistro, abbassa un po’ la sua attività, tanto da permettere all’emisfero sinistro di fare capolino, allora emerge spontaneamente il cambiamento.
Così ciò che accade in ambito scientifico accade anche in ambito psicologico; la conoscenza segue delle regole comuni. Anche il monaco buddhista arriva al’illuminazione quando è in uno stato di enorme crisi; questo pone la mente razionale in tilt e permette l’accesso alla mente inconscia.

Finalità della psicoterapia ATP (Analisi Transazionale Psicodinamica)
La psicoterapia secondo il modello dell’Analisi Transazionale ha come obiettivo l’autonomia cioè la capacità di essere consapevoli, spontanei ed intimi.
La persona autonoma è consapevole di ciò che sente e pensa in uno specifico momento ed è, pertanto, libera di agire spontaneamente in base a ciò che ritiene opportuno in quella specifica situazione. Al contrario, la persona agirà seguendo degli schemi di cui non è consapevole e che possono essere non adeguati alla situazione. L’intimità è la capacità di essere autentici all’interno di una relazione umana, ad esempio dire al partner ciò che si prova per lui/lei, sentirsi liberi di poter condividere se stessi.
Va precisato che dire sempre, in qualsiasi situazione, ciò che si sente o si pensa non è spontaneità o intimità, spesso è impulsività perché non si è valutata la situazione specifica e gli effetti della nostra comunicazione, cioè può accadere che non teniamo conto della situazione e dell’interlocutore quindi non siamo in relazione con la situazione e con l’altro.
La persona autonoma è una persona che ha costruito una propria scala di valori che è il frutto di un lavoro di elaborazione soggettivo, elaborazione complessa tra i valori della cultura, quelli familiari per arrivare alla definizione dei propri. La dimensione valoriale rappresenta l’Ethos, il Genitore, una guida al nostro agire che ha la funzione di permettere alla nostra parte intima (in AT il Bambino) di poter emergere in un ambiente protetto in modo tale che la persona abbia la possibilità di elaborare, grazie al suo Adulto, i contenuti emersi per soddisfare i propri bisogni e le proprie aspirazioni.

Obiettivi della psicoterapia
La psicoterapia in AT ha come obiettivo la decontaminazione e la deconfusione degli stati dell’Io.
L’obiettivo è decontaminare lo stato dell’Io Adulto dalle influenze sia della nostra programmazione parentale sia dei vissuti della nostra esperienza infantile.
Le esperienze pregresse sono come la polvere che si addensa sulle nostre lenti impedendoci di vedere chiaramente la realtà, la psicoterapia mira a pulire le lenti affinché possiamo vedere la realtà così com’è e sperimentando la sensazione di essere padroni della nostra vita.

Teoria e Metodologia della psicoterapia AT
Teoria
L’Analisi transazionale nasce negli Stati Uniti ad opera di uno psichiatra di formazione psicoanalitica: Eric Berne (1910-1970). Berne integrò la psicoanalisi con i contributi provenienti dalle ricerche in ambito comunicativo (Bateson), etologico e di psicologia dello sviluppo.
L’Analisi Transazionale si caratterizza per l’integrazione tra intrapsichico e interpersonale; ciò che accade fuori di noi è specchio di ciò che accade dentro di noi.
Quando critichiamo aspramente una persona è perché qualcuno l’ha fatto con noi e questo qualcuno l’abbiamo registrato nella nostra mente.
Se siamo gentili con gli altri è probabile che lo siano stati anche con noi.
I principi filosofici dell’Analisi Transazionale sono:
– okness: ognuno possiede in sé le risorse per poter cambiare;
– contrattualità: siccome rispetto me stesso e gli altri concordo con gli altri, ed anche con me stesso, ciò che voglio o non voglio fare o ciò che ritengo utile o inutile per me;
– decisionalità: siamo in grado di poter decidere e ridecidere come vogliamo che sia la nostra vita, ognuno ha il potere di cambiare ed evolvere.
I concetti di base dell’AT sono:
– gli stati dell’Io
– le transazioni
– giochi psicologici
– copione
– la teoria delle carezze.

La personalità si compone di schemi coerenti di pensieri, sentimenti e comportamenti, cioè di rappresentazioni della realtà, come se fosse un insieme di frame di un film, in cui esistono tre realtà psichiche:
il Genitore: i modelli delle figure parentali (genitori, zii, nonni, insegnanti, etc.)
l’Adulto: la capacità di elaborare i dati della situazione presente senza l’influenza delle esperienze passate;
il Bambino: i vissuti che avevamo da bambini dinanzi ai nostri genitori o adulti.

Le transazioni sono le possibili comunicazioni a partire dai diversi stati dell’Io.
Esse hanno di solito due livelli uno detto sociale che corrisponde a ciò che diciamo verbalmente ed uno psicologico, spesso comunicato con il comportamento non verbale, ciò che vogliamo veramente comunicare.
La maggior parte delle difficoltà relazionali nascono dal tenere separati questi due livelli.

I giochi psicologici sono un insieme di transazioni complesse ripetitive, i cui messaggi sono inconsci, che si concludono con un sentimento spiacevole (ad esempio quando litighiamo con il partner sempre allo stesso modo).

Il copione è un piano di vita che abbiamo costruito nella nostra infanzia per gestire delle situazioni spiacevoli. Ad esempio abbiamo scelto (in modo prelogico così come può fare un bambino) di prenderci cura degli altri, di diventare famosi, di essere sempre occupati quindi non avere tempo per noi, oppure abbiamo la sensazione che non possiamo mai avere ciò che desideriamo, o ancora che ci prenderemo il meritato riposo solo quando avremo terminato di pagare il mutuo.

La teoria delle carezze si basa sul bisogno biologico di essere stimolati e riconosciuti.
Se un bambino non ha una dose adeguata di stimolazione fisica, e non è riconosciuto nella sua unicità (cioè l’adulto non si occupa di lui in maniera specifica come avviene ad esempio negli orfanotrofi) non può sviluppare adeguatamente il suo sistema nervoso e quindi non può svilupparsi come dovrebbe.
Ogni essere umano ha bisogno di essere riconosciuto per esistere, con un semplice saluto, con un apprezzamento, con un abbraccio, etc.
Un aspetto importante è la strutturazione del tempo. Anche se abbiamo bisogno di carezze spesso ne abbiamo paura, l’intimità ci spaventa ed è per questo che cadiamo nei giochi psicologici, semplicemente non sappiamo come fare. Ad esempio, i maggiori conflitti accadono nei fine settimana o nei momenti in cui non siamo occupati dal menage quotidiano, è in questi momenti che potremmo entrare in intimità con gli altri, ma non essendo abituati a volte può accadere che ci difendiamo dalla possibilità dell’intimità provocando ciò che colloquialmente chiamiamo litigio.

Metodologia

La terapia AT si basa sulla contrattualità, cioè su ciò che viene concordato tra terapeuta e paziente.
Il linguaggio deve essere chiaro e semplice, Eric Berne sosteneva che deve essere comprensibile ad un bambino di 5 anni, perché ciò favorisce una maggiore partecipazione del soggetto al lavoro ed  evita la trappola di giochi intellettuali che possono rappresentare vie di fuga dalla realtà e quindi dal lavoro terapeutico.
Nel processo terapeutico si analizzano i propri stati dell’Io, le proprie modalità relazionali ed i propri giochi psicologici per comprendere il copione. Questo lavoro è svolto sia attraverso un’analisi della storia della persona sia attraverso il materiale che man mano emerge in seduta.
Elemento fondamentale in ottica psicodinamica sono i vissuti che entrambe le parti sperimentano e che permettono di comprendere il clima in cui il paziente vive al fine di decontaminare i propri vissuti arcaici.
L’autenticità del terapeuta è un requisito importante perché possiede una valenza terapeutica.
Essere autentico significa essere vero, cioè non difendersi dietro il ruolo professionale ne dietro un atteggiamento artificiosamente confidenziale.
L’obiettivo è permettere al paziente di essere anch’egli autentico grazie alla relazione reale con un altro essere umano.
Il paziente è coinvolto ed informato sullo svolgimento del lavoro terapeutico.

Destinatari della psicoterapia
Coloro che per la comparsa di specifici sintomi e/o per la consapevolezza del ripetersi di determinati situazioni sgradite sentono il bisogno di approfondire la conoscenza di se stessi al fine di attuare un cambiamento.

Risorse per la psicoterapia

Le risorse necessarie per la psicoterapia sono:

  • la motivazione al cambiamento;
  • la scelta di dedicare del tempo e delle risorse finanziarie;
  • la capacità di riflettere su di sé.

Come si svolge una terapia ATP

I primi colloqui sono volti a comprendere il problema presentato e definire il lavoro da intraprendere. I colloqui hanno la durata di circa 50 minuti.
Al termine della prima fase viene definito un contratto di lavoro concordato tra il terapeuta ed il paziente (obiettivi, compenso, modalità di pagamento, gestione assenze e vacanze) e vengono definite anche le modalità di lavoro (il lavoro si basa su ciò che il paziente porta in seduta, sui sogni e su ciò che accade nella relazione tra paziente e terapeuta).
L’obiettivo è riflettere sul funzionamento psicologico della persona e su come tale funzionamento è alla base del sintomo che lo ha condotto in terapia.
Durante il percorso, si verifica se il lavoro sta procedendo nella direzione concordata e se ciò non accade si riflette sulle motivazioni che bloccano il lavoro; un ruolo centrale è dato dall’alleanza terapeutica che si stabilisce tra le due persone. Può anche accadere che il percorso venga interrotto se non si ottengono i risultati concordati.
Inoltre, il paziente può interrompere in qualsiasi momento il percorso e dedicare qualche incontro alla riflessione su questa scelta ed alla elaborazione del lavoro svolto.

Oggetto della psicoterapia

L’oggetto del lavoro terapeutico è l’analisi:
del nostro modo di relazionarci con gli altri e con gli eventi della nostra vita che sono per noi significativi e connessi al problema specifico;
di ciò che accade nella relazione terapeutica;
dei sogni.

Valutazione della psicoterapia

La valutazione è connessa al raggiungimento degli obiettivi concordati. A tal fine è importante che gli obiettivi siano chiari, raggiungibili e verificabili per entrambe le parti.

In Analisi Transazionale Psicodinamica la psicoterapia è un lavoro che si basa sulla convinzione che ogni essere umano possiede in sé le capacità per evolvere, che può quindi decidere di cambiare la propria vita attraverso un percorso in cui le mete e le modalità di lavoro sono concordate tra terapeuta e paziente. Il paziente è costantemente informato di ciò che accade ed è parte attiva del processo di cambiamento proprio perché egli possiede le potenzialità per cambiare la situazione di disagio che vive.

“La persona consapevole è viva perché sa che cosa prova, sa dove si trova e quale momento vive. Sa che quando sarà morto, gli alberi ci saranno ancora e lui no, e perciò vuole goderseli e goderseli il più possibile.”
(Eric Berne, A che gioco giochiamo, 1964, p. 208)

Bibliografia
Eric Berne, Analisi Transazionale e Psicoterapia, Astrolabio, 1971.
Michele Novellino, Psicoanalisi Transazionale, Franco Angeli, 2004.
Michele Novellino, Seminari clinici, Franco Angeli, 2010.
Michel Foucault, L’ermeneutica del soggetto, Feltrinelli, 2003.

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