Disturbi affettivi

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Introduzione

Le ricerche sulla depressione ci dicono che è la capacità di elaborare precoci traumi relativi a esperienze di perdita e di umiliazione a predisporre, o no, la persona all’esordio di episodio depressivo maggiore nell’età adulta.
Quando si parla di depressione si parla, in ottica psicodinamica, del fatto che la persona sente di aver perso qualcosa di importante affettivamente. Questa perdita gli lascia un senso di vuoto, di perdita di interesse per la vita, perdita di stima di sé.
La perdita riguarda sia persone sia obiettivi, cose, progetti, sogni, etc.
La depressione è essenzialmente l’impossibilità della persona di elaborare il lutto e conservare un buon rapporto dentro di sé con ciò che abbiamo perduto.
Nella depressione clinicamente significativa, la persona sente di essere responsabile per la perdita e questa responsabilità diviene una sorta di presenza critica che perseguita. C’è un obiettivo ideale che spesso non si è raggiunto e tale fallimento diviene la prova dell’incapacità del soggetto.

Tre sono le aspirazioni che, se non raggiunte, possono essere utilizzate come critica che intacca l’autostima della persona: di valere e essere amati, di essere forte e superiore, di essere bravo e amorevole.
Freud diceva che nella persona depressa è come se un ombra fosse caduta sull’Io.
L’Arieti ha postulato che le persone depresse possano vivere non per se stessi ma per un “Altro dominante”; spesso è il coniuge, ma può anche essere un obiettivo o un’ideologia.
La depressione può essere mascherata dal suo opposto, la Mania.
Si sono osservate diverse forme della depressione, alcune delle quali sono le seguenti:

  • Disturbo depressivo maggiore
  • Disturbo distimico
  • Disturbo bipolare (maniaco-depressivo)

Disturbo depressivo maggiore

Criteri per la diagnosi di disturbo depressivo maggiore (non devono essere presenti tutti):

  • umore depresso per la maggior parte della giornata, quasi ogni giorno, come riportato dal soggetto (si sente triste o vuoto) o come osservato dagli altri (appare lamentoso);
  • marcata diminuzione di interesse o piacere per quasi tutte le attività per la maggior parte del giorno (come impressione soggettiva od osservazione fatta da altri);
  • significativa perdita, quando non a dieta, o aumento di peso (ad esempio un cambiamento superiore al 5% del peso corporeo in un mese), oppure diminuzione o aumento dell’appetito quasi ogni giorno;
  • insonnia o ipersonnia quasi ogni giorno;
  • agitazione o rallentamento psicomotorio quasi ogni giorno;
  • faticabilità o mancanza di energia quasi ogni giorno;
  • sentimenti di autosvalutazione o di colpa, eccessivi o immotivati (possono essere deliranti) quasi ogni giorno;
  • diminuita capacità di riflettere o di concentrarsi, o indecisione quasi ogni giorno;
  • pensieri ricorrenti di morte (non solo paura di morire), ricorrenti propositi di suicidio senza un piano specifico, o un tentativo di suicidio o ideazione di un piano specifico per commettere suicidio.

Disturbo distimico

Nel disturbo distimico, la persona è costantemente depressa e ciò non è legato ad un evento luttuoso in senso lato (persone, cose, obiettivi, etc.). Essa manifesta un umore costantemente depresso per la maggior parte del giorno, quasi tutti i giorni, per almeno due anni.
Di solito queste persone sono così sin dall’adolescenza con tonalità sfumate e sintomi non gravi.
I sintomi sono gli stessi di quelli della depressione ad eccezione dei pensieri suicidi.

Disturbo bipolare (disturbo maniaco-depressivo)

Episodio maniacale
La persona con disturbo bipolare vive costantemente due stati emotivi; alterna momenti di iperattività a momenti di inattività e depressione. I disturbi bipolari sono caratterizzati da uno o più episodi di depressione maggiore e da almeno un episodio maniacale o ipomaniacale (interessa una persona su cento).
Il ciclo dei cambiamenti dell’umore varia, la durata di un episodio è almeno di 24 ore. Sono colpite prevalentemente le persone istruite e benestanti.

Quando si trova nel versante maniacale si evidenziano i seguenti sintomi:

  • Elevazione del tono dell’umore: espansività o irritabilità anomale e persistenti;
  • Idee di grandezza eccessive;
  • Ridotto bisogno di sonno;
  • Fuga di idee;
  • Distraibilità e loquacità;
  • Aumento dell’attività finalizzata ( sociale, lavorativa, scolastica o sessuale) oppure agitazione psicomotoria;
  • Eccessivo coinvolgimento in attività ludiche che hanno un alto potenziale di conseguenze dannose (eccessi nel comprare, comportamento sessuale sconveniente, investimenti in affari avventati o altro).

Indicazioni terapeutiche

Il clinico dovrà valutare se e in che modo integrare la psicoterapia con il trattamento farmacologico.

È bene distinguere la normale tristezza, che è fisiologica nelle persone che vivono un’esperienza di perdita e che facilita l’elaborazione del lutto, dalla depressione.

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