Disturbi dissociativi

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Introduzione

Sono caratterizzati da un’alterazione delle funzioni integrate di coscienza, memoria, identità e percezione. Le difese dissociative assolvono la duplice funzione di aiutare le vittime a distaccarsi dall’evento traumatico e di posporre il lavoro di elaborazione necessario per collocare tale evento nel contesto della storia della loro vita. E’ presente nel’1-3% della popolazione.

Comprensione psicodinamica

La rimozione e la dissociazione sono meccanismi di difesa; cioè sono modi della psiche per gestire emotivamente le esperienze che la vita ci offre.
La rimozione è un meccanismo psicologico teso a nascondere desideri proibiti quindi qualcosa che il soggetto vive dentro di sé. La dissociazione invece è un meccanismo che ha la funzione di difendere la persona da emozioni causate da eventi esterni, come ad esempio un abusi emotivi-fisici-sessuali. Nella rimozione la psiche nasconde nella dissociazione la psiche viene suddivisa; si crea una coscienza parallela che può condurre alla presenza di più personalità nello stesso soggetto per difendere l’integrità psichica della personalità. Dinanzi a eventi particolarmente stressanti si sono individuati i seguenti fenomeni psicologici.

  • Amnesia Dissociativa
  • Fuga Dissociativa
  • Disturbo Dissociativo dell’Identità
  • Disturbo di Depersonalizzazione

Amnesia Dissociativa

L’amnesia dissociativa si caratterizza per la presenza di almeno un episodio d’incapacità a ricordare dati personali importanti, di solito di natura traumatica o stressante, che risulta troppo estesa per essere spiegata come banale tendenza a dimenticare. Inoltre l’amnesia deve causare disagio clinicamente significativo oppure menomazione nel funzionamento sociale, lavorativo, o in altre aree importanti.

Il disturbo si manifesta di solito con un episodio transitorio di perdita della memoria relativa ad un evento di vita traumatico (ad es. un’azione di guerra, una calamità naturale, un’aggressione, un’accesa lite familiare, la perdita di una persona cara ecc.) che precede la comparsa del disturbo (amnesia selettiva). In alcuni casi l’episodio amnestico può protrarsi per lungo tempo o riguardare un periodo di tempo più esteso (amnesia continua), fino ad interessare l’intera vita della persona (amnesia generalizzata), che comunque mantiene intatte le proprie capacità. L’amnesia di solito termina all’improvviso, con un recupero completo della memoria.

La teoria psicoanalitica spiega l’amnesia dissociativa come la conseguenza dell’attivazione del meccanismo di difesa della dissociazione che relega in una coscienza parallela, non accessibile a quella principale, il ricordo di un trauma e degli affetti ad esso collegati.  Questa difesa permette alla vittima del trauma di distaccarsi dell’evento mentre questo si verifica e di posporre il lavoro di elaborazione e integrazione del trauma nel contesto della propria vita (Gabbard, 2002). Così come per il disturbo post-traumatico da stress, è necessario tenere presente che il trauma da solo non è condizione sufficiente per causare il disturbo, se non sono presenti fattori che predispongono alla vulnerabilità e alla scelta del sintomo.
Il modello esplicativo delle teorie cognitive è simile, e considera la dissociazione come una risposta d’evitamento mediata da un processo di autoipnosi che pone il ricordo dell’evento traumatico fuori della coscienza (Davison e Neal, 2000). Un’elevata suscettibilità ipnotica caratterizzerebbe le persone che sviluppano amnesia in seguito ad un trauma (Butler et al., 1996).

Fuga Dissociativa

Si manifesta con un allontanamento inaspettato dai luoghi in cui la persona abitualmente risiede, con incapacità di ricordare il proprio passato, e confusione circa l’identità personale oppure assunzione di una nuova identità e causa disagio clinicamente significativo oppure menomazione nel funzionamento sociale, lavorativo, o in altre aree importanti.

Questo disturbo, rispetto al precedente, si caratterizza per una perdita più estesa della memoria a seguito di un evento particolarmente stressante, un allontanamento da casa inaspettato, che di solito si limita a spostamenti senza scopo apparente, senza contatti sociali e per breve tempo, e un certo grado di confusione sulla propria identità personale, che in casi estremi comporta l’assunzione di una nuova identità. I modelli esplicativi psicoanalitico e cognitivo sono gli stessi dell’amnesia dissociativa.

Disturbo Dissociativo dell’Identità

Si caratterizza per la presenza di due o più identità o stati di personalità distinti, ciascuno con i suoi modi relativamente costanti di percepire, di relazionarsi, e di pensare nei confronti di se stesso e dell’ambiente, che assumono in modo ricorrente il controllo del comportamento della persona.
Questo disturbo caratterizzato dalla presenza di identità distinte e parallele, senza memoria l’una dell’altra, è sicuramente il più suggestivo dei disturbi dissociativi, al punto di essere stato oggetto di racconti di letteratura e cinematografici. È un disturbo dalla diagnosi problematica perché la maggior parte dei pazienti presenta poche finestre in cui è possibile osservare le presenza delle diverse identità. Esordisce di solito nell’infanzia, anche se la diagnosi avviene quasi sempre in epoca successiva, ed è stato messo in relazione con traumi d’abuso, con successiva organizzazione delle personalità intorno ad affetti e ricordi prevalenti. Fattori predisponenti favorirebbero la scelta di questa modalità di reazione al trauma. Il meccanismo di difesa della dissociazione e il fenomeno dell’autoipnosi sono chiamati in causa dalla teoria psicoanalitica e rispettivamente dalla teoria cognitiva.

Disturbo di Depersonalizzazione

Con disturbo di depersonalizzazione s’intende un’esperienza persistente o ricorrente di sentirsi distaccato o di sentirsi un osservatore esterno dei propri processi mentali o del proprio corpo, durante la quale l’esame di realtà rimane intatto. La depersonalizzazione deve inoltre causare disagio clinicamente significativo, o menomazione nel funzionamento sociale, lavorativo, o in altre aree importanti.

Questo disturbo è l’unico fra i disturbi dissociativi a non presentare un problema di memoria. In questo caso la difesa dissociativa dall’evento traumatico provoca il fenomeno della depersonalizzazione ( sentire la propria mente al di fuori del corpo o senso di distacco e di estraneità a se stessi), intesa come tentativo estremo di prendere una distanza emotiva, di rendersi estraneo all’evento o al ricordo dell’evento.

Indicazioni Terapeutiche

La psicoterapia psicodinamica e, in base alla gravità, il trattamento in strutture ospedaliere.

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