Perversioni / Parafilie

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Introduzione

Pochi disturbi psicologici sono accompagnati da considerazioni moralistiche come lo sono le parafilie o perversioni.
Chi può stabilire chiare norme del comportamento sessuale? È evidente che in quest’ambito più che in altri, il peso delle convinzioni culturali si fa sentire. I costumi sono cambiati dall’inizio del ‘900 e oggi possiamo definire perverso quel comportamento in cui “un individuo impone desideri personali a un partner che si mostra riluttante a essere coinvolto in un simile scenario sessuale, oppure seduce una persona non responsabile, come un bambino o un adulto mentalmente handicappato (McDougall, 1995)”. Secondo Stoller la perversione è la “forma erotica dell’odio”, ma in verità nel normale eccitamento sessuale c’è un po’ di ostilità, quindi si preferisce sottolineare l’aspetto relazionale; cioè un individuo può definirsi perverso solo quando l’atto erotico viene utilizzato per evitare una relazione a lungo termine, emotivamente intima, con un’altra persona. Al contrario, il comportamento sessuale non è perverso quando è al servizio della costruzione di una relazione intima e stabile.
La perversione, da un punto di vista più generale, può essere considerata come un atteggiamento che sovverte delle leggi naturali. Ad esempio se la sessualità ha, tra i suoi scopi naturali, quello di accrescere l’intimità tra due esseri umani, nella perversione la sessualità ha invece lo scopo di controllare la relazione e difendersi da essa.

Psicodinamica delle Parafilie

Dal punto di vista psicodinamico, l’essenza della perversione è la conversione “di un trauma infantile in un trionfo adulto” (Stoller); l’attività sessuale perversa può essere anche una fuga dalla relazionalità oggettuale (Mitchell). Si è osservato che molte persone che soffrono di parafilie, non si sono separate pienamente dalla rappresentazione della madre. La sessualità appare come l’unica area in cui essi mantengono il legame con lei e al contempo si possono percepire come separati. Come se la specificità del comportamento sessuale fosse un’area in cui potersi sentire liberi e al contempo integri.

Alcuni clinici hanno osservato che l’esperienza interiore di queste persone è caratterizzata da un sentimento di disgregazione del sé e di perdita del senso di identità, che è restaurato attraverso il comportamento perverso.
Dapprima si pensava che le perversioni fossero prevalentemente maschili, in verità le donne hanno una modalità perversa differente e più sottile; la perversione va vista non solo o non esclusivamente nel comportamento manifesto, ma nel modo in cui il soggetto fantastica, immagina, quindi nel modo in cui egli interagisce con le persone e con il mondo. Ad esempio, alcune donne che hanno subito da bambine delle violenze sessuali, adottano un modello di sessualità femminile esasperato, nel tentativo di vendicarsi sugli uomini e di rassicurarsi sulla propria femminilità.
Prima di prendere in esame le dinamiche di ciascuna parafilia, diciamo che rimangono oscuri i motivi per cui una persona scelga una fantasia perversa anziché un’altra.

Il DSM definisce i comportamenti sessuali devianti come “un gruppo di disturbi sessuali caratterizzati da fantasie, impulsi sessuali o comportamenti ricorrenti ed intensamente eccitanti sessualmente che possono riguardare: oggetti inanimati, la sofferenza o l’umiliazione di se stessi o degli altri, o bambini o altre persone non consenzienti e che si manifestano per un periodo di tempo di almeno sei mesi. Per alcuni soggetti fantasie o stimoli parafilici sono indispensabili per l’eccitazione sessuale e sono sempre inclusi nell’attività sessuale. In altri casi le preferenze parafiliche si manifestano solo episodicamente, per esempio durante periodi di stress mentre altre volte il soggetto riesce a funzionare sessualmente senza fantasie o stimoli parafilici. Il comportamento, i desideri sessuali o le fantasie causano disagio clinicamente significativo, o compromissione dell’area sociale, relazionale e lavorativa.
Difficilmente una persona affetta da una qualche forma di parafilia chiede aiuto ad uno specialista perché il disturbo spesso è ego sintonico cioè viene percepito come “normale”. Anzi, le persone a volte, sono felici del loro comportamento.
La persona, di solito, si recherà dallo specialista perché costretta dalle pressioni ambientali (familiari, istituzioni).

Tipi di Parafilie

Esibizionismo e Voyeurismo.

L’esibizionismo si manifesta con l’atto di mostrare i propri genitali di sorpresa a una persona che mostra paura e non è consenziente. Se la donna non si spaventa o ride l’esibizionista ci rimane male ed è spiazzato.
Si è osservato negli esibizionisti una storia in cui la persona non ha avuto l’esperienza di sentirsi notato dagli altri pertanto per soddisfare il suo bisogno di riconoscimento è dovuto ricorrere a comportamenti eclatanti. Spesso il comportamento esibizionista è preceduto da un’esperienza in cui la persona si è sentita umiliata da una donna.
Il Voyeurismo è l’altra faccia dell’esibizionismo; comporta la violazione del privato di una donna sconosciuta, un trionfo aggressivo ma segreto sul sesso femminile.
Osservare non visti, persone che si spogliano o hanno rapporti sessuali.
Mitchell ha osservato che l’esibizionismo e il voyeurismo colgono una qualità essenziale di tutte le perversioni: “Una dialettica tra ciò che è superficiale e ciò che è profondo, tra ciò che è visibile e ciò che è segreto, tra ciò che è disponibile e ciò che è negato”.

Sadismo e masochismo

Sadismo sessuale: Eccitamento sessuale connesso all’infliggere sofferenze e umiliazioni ad un’altra persona.
Masochismo sessuale: Eccitamento sessuale derivante dal ricevere sofferenze fisiche e morali (umiliazioni).
Le persone che hanno bisogno di fantasie o azioni sadiche per raggiungere una gratificazione sessuale stanno spesso inconsciamente cercando di capovolgere degli scenari infantili nei quali sono stati vittime di abuso fisico o sessuale. Infliggendo ad altri quello che accadde a loro quand’erano bambini, ottengono al contempo vendetta e un senso di padronanza sulle esperienze infantili di abuso.
I pazienti masochisti si adattano al sadico perché hanno paura di separarsi e così si difendono dall’angoscia di separazione convinti che la relazione sadomasochistica sia l’unica possibile.

Il sadismo e il masochismo sono unici, nel senso che sono le uniche parafilie che si riscontrano regolarmente in entrambi i sessi.

In termini relazionali il sadico ha imparato che deve usare aggressività per poter stare in relazione con l’altro mentre il masochista ha imparato che solo se umiliato può entrare in relazione con l’altro.

Feticismo

Per raggiungere l’eccitamento sessuale, i feticisti hanno bisogno di usare un oggetto inanimato , spesso un articolo di biancheria intima femminile, oppure una scarpa, o una parte non genitale del corpo.
Si è rilevato che queste persone hanno avuto una precoce esperienza relazionale in cui la madre non è disponibile per loro. Quando il bambino sente che la madre non è disponibile entrano in uno stato di angoscia perché non possono vivere senza di essa. Pertanto l’oggetto diviene un modo per avere la madre e contenere il sentimento di angoscia e di impotenza dinanzi all’impossibilità della presenza della madre.

Pedofilia

Eccitamento derivante da attività sessuale con bambini prepuberi.
Il pedofilo vede il bambino come un’immagine a specchio di se stesso bambino. Il pedofilo spesso idealizza i bambini; l’attività sessuale con loro comporta pertanto la fantasia inconscia di fusione con un oggetto ideale (una persona ideale) o di ristrutturazione di un Sé giovane, idealizzato.

Travestitismo

In questa parafilia il paziente maschio si veste da donna per creare in sé un eccitamento sessuale che porta a un rapporto sessuale eterosessuale o alla masturbazione.
Le motivazioni possono essere:

  • identificazione con la madre fallica, cioè una madre percepita come potente che spaventa il bambino. Travestendosi da lei la persona supera l’angoscia di castrazione;
  • dal punto di vista relazionale è un modo per non perdere la madre evitando l’angoscia di separazione da lei.

Indicazioni terapeutiche

La maggior parte dei pazienti parafiliaci si recano in terapia sotto pressione. Una crisi coniugale, pressioni legali (voyeurismo, esibizionismo e soprattutto la pedofilia).
Il trattamento elettivo è la psicoterapia a indirizzo psicodinamico perché spesso i comportamento parafiliaci sono accompagnati da un disturbo di personalità.
Prima che la terapia sia efficace le persone debbono accettare completamente la responsabilità delle loro azioni e il danno che hanno causato.

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